Recensione a cura di Rosy Romano
Album: Diana Tejera – “La mia versione” (2010, SunnyBit – Bideri)
Giudizio: Opera cantautoriale di alto livello. Album curato nei minimi dettagli, dalla composizione dei brani, agli arrangiamenti, alla cura nei dettagli di contorno, ovvero il booklet, impreziosito dai disegni di Alessandro Orlando Graziano. Arricchito da tante collaborazioni artistiche, ovvero Andrea Di Cesare, Barbara Eramo, Alessandro Orlando Graziano, H.e.r. (ex Nidi D’Arac), Mia Julia Schettino (Palomino Blitz). Immancabile nella CD-teca, soprattutto per chi non si arrende all’era del digitale.
Voto: 9/10
Inizio soft e sensuale con “Scollati le ciglia“, come un quadro di Renoir, che dipinge quegli attimi di passione pura e propria dell’intimità di coppia, in cui lui non chiede altro che vedere lei “al naturale”, priva di quelle pareti del cuore che spesso si ergono per paura di farsi male, mentre lei cerca quella sicurezza e quella forza d’animo, che da soli non si può raggiungere, in ogni suo gesto:
“già corro nei percorsi illuminati dai tuoi sì / che non sembrano sicuri / ma chiudo gli occhi per poi / tra le palebre socchiuse / cercarti ancora”
E’ il bisogno assoluto di sapere di avere qualcuno da amare e di essere ricambiati con la stessa intensità.
Il secondo brano, “Scivoli di nuovo“, scritto con Tiziano Ferro, acquista un sapore diverso (e a nostro giudizio migliore) con l’interpretazione di Diana. L’assolo finale di quartetto d’archi, scritto e diretto da Andrea Di Cesare, sottolinea la drammaticità della solitudine di chi rimane invisibile, scivolando nell’ombra, lontano dalla folla, perchè ancora una volta ci si ritrova ad affrontare faccia a faccia i propri fallimenti, le proprie delusioni, gli errori fatti lungo la strada e che inevitabilmente tornano, quando meno te lo aspetti, a batter cassa.
“Torni a contare / i giorni che sapevi non ti sanno aspettare / hai chiuso troppe porte per poterle riaprire”
“Degni di esistere“, primo singolo estratto da questo lavoro, racconta di come, per mettere la parola “fine” ad una storia, bisogna toccare il fondo, portandola allo sfacio totale.
Dopo una tempesta, c’è sempre l’arcobaleno. Ed è così che arriva il brano successivo, “Ma una vita no“, dal gusto musicale decisamente e piacevolmente retro, che cattura subito l’attenzione. Ci ritroviamo proiettati come in un film in bianco e nero, ad ascoltare il desiderio di chi, dopo tante delusioni, errori commessi e amarezze vissute, spera che almeno ogni tanto qualche storia possa andare bene. Come chi, dopo aver passato giorni rinchiusa in una stanza a guardare vecchie foto di storie ormai finite, chiude tutto ed esce di casa a respirare l’aria nuova di una sospirata rinascita, pronta ad iniziare un nuovo capitolo. E il duduk di Andrea Di Cesare aggiunge quel senso di spensieratezza di cui si ha bisogno quando si è pronti ad ricominciare.
“Sogno Imperfetto“, scritto con Alessandro Orlando Graziano, aumenta i ritmi dell’album, rimasto fino a questo punto sull’onda dell’oblio e del sospeso, come un’infinita ricerca di una storia che abbia un lieto fine e che sembra possa essere trovato solamente nella dimensione propria dell’immaginario.
Con “Senso primario” si ritorna ad un sound più delicato e soave, grazie anche alle note sottolineate dal violino di Andrea Di Cesare. Il senso che si ricerca è quello che motiva una relazione tra due persone che, dopo tanti anni, si ritrovano a non sapere più perchè si è iniziato il percorso di coppia, offuscato dalle nubi di ragioni artificiali ed artificiose tipiche dell’ostinarsi a rimanere comunque insieme, nonostante tutto. Ed è così che ci si ritrova nel cuore della notte, insonni, a rimuginare sul perchè si è ancora insieme. Un senso di rassegnazione alla fine di una storia che trapela nota dopo nota in questo brano, delicato sì, ma malinconico e doloroso.
“La tua versione” lascia molto spazio alle doti da musicista di Diana: una semplice apertura con chitarra acustica da far rabbrividire, una maestosa chiusura con chitarra elettrica e violoncello (suonato qui da Laura Pierazzuoli) in primis da strapparsi il cuore.
“Mercurio“, sostanza inafferabbile e, come si dice in Fisica, un liquido che non bagna. Ed inafferrabile è la persona, di cui Diana ci canta, responsabile di una relazione sospesa come un’incognita, un punto interrogativo marcato in grassetto dalle note di quinta e di settima emesse dalla chitarra acustica.
Ne “L’artista“, l’album di Diana si arricchisce di una ulteriore collaborazione artistica, quella di H.e.r, violinista e compositrice (in molti la ricorderanno come il violino dei Nidi D’Arac) che ha scritto la parte riservata agli archi di questo brano.
La prima volta che ho ascoltato “Black out“, fu in occasione della presentazione dell’album “In Trasparenza” di Barbara Eramo alla FNAC di Roma: e fu subito amore. I ritmi intriganti di questo brano, che vede le due cantautrici in un duetto conturbante, ti entrano subito in testa e non ti mollano più. E rapiti dai tac tac della batteria (che sostituiscono lo schiocco di dita della prima versione), ci si ritrova catapultati nelle vesti di chi è “vittima” della Sindrome di Stoccolma.
Dalla passione spigliata e irragionevole di”Black out”, allo sconforto per un’assenza di “Sospensioni“, ci si reimmerge in un mood triste e malinconico, come l’animo di chi rimane da solo, sospeso nell’attesa del ritorno dell’altra metà che non ci sarà. Gli echi dei cori sono affidati a Mia Julia Schettino, vocalist dei Palomino Blitz.
“Nudità“, ultima perla di questo album, ci mette di fronte ad una situazione che spesso si ignora: cosa fa un’artista dopo aver messo in piazza i propri sentimenti più segreti?
“come farò a coprire il silenzio”
Una risposta che solo la chitarra acustica di Diana, ancora una volta malinconica e sospesa in chiusura di questo capitolo, può dare.
La tracklist di “La mia versione”:
- Scollati le ciglia
- Scivoli di nuovo
- Degni di esistere
- Ma una vita no
- Sogno Imperfetto
- Senso Primario
- La tua versione
- Mercurio
- L’artista
- Black out
- Sospensioni
- Nudità
La tracklist del singolo “Degni di esistere”
- Degni di esistere
- Degni di esistere (Nonego retreated version)
- Nel nostro presente
- Scivoli di nuovo (video)
Il tutto è impreziosito dai disegni di Alessandro Orlando Graziano, cantautore romano, che ha collaborato anche per a veste grafica dell’album.
Un ringraziamento speciale a Marina Mannino (Ufficio Stampa SunnyBit)
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