Live Report e Foto a cura di Rosy Romano
Roma, 30 Agosto 2010 – Nella capitale che comincia a riempirsi pian piano dopo la lunga pausa estiva a suon di bollini rossi, tornano in Italia le Hole di Courtney Love.
A differenza del sold-out di Milano di qualche mese fa, questa volta il pubblico è scarso: più o meno 300 persone a dispetto della capienza della location scelta, particolare che la Courtney sottolineerà non appena salirà sul palco. Non si sa bene cosa abbia scoraggiato i capitolini ad attendere questo concerto: l’assenza, il costo del biglietto o altri eventi (ricordiamo il gran concerto organizzato da Niccolò Fabi a Mazzano Romano in memoria della figlioletta a cui hanno aderito praticamente tutti i maggiori cantautori italiani). Fatto sta che il vuoto si sente e pesa. Ma andiamo per ordine.
In apertura di serata, il palco è però tutto per i Betty Poison della altrettanto carismatica Lucia Rehab, affiancata alla prima chitarra da Nunzio Falla e alla batteria dalla new entry Mirko Caiazza. La sala quasi vuota a causa della scarsa affluenza di pubblico, amplifica il suono già di per sè impostato sui massimi decibel. Sono passate da poco le 21,00 quando iniziano il loro show: da “Paris Hilton Up Your Ass” a “Psycovicious”, passando per “Silly Pop Song”, “Time” e “Fuck Twice”.
I Betty Poison ce la mettono tutta per riempire quel vuoto e, considerato che sul palco ci sono due chitarre, una batteria e la potente voce della frontwoman, la loro missione è stata compiuta a dovere.
Su propria esperienza personale, infine, Lucia dà un consiglio al pubblico prima di lasciare il palco con l’ultimo brano, ovvero “Amate chi vi ama perchè vi supporta, ma amate anche chi vi odia perchè andrete avanti anche con i calci in culo che prenderete e se qualcuno cerca di abbattervi di morale mostrategli questo” alzando il dito medio e conquistandosi finalmente un pubblico che attende la rocker statunitense ormai dalle 19,00. Non mancano però i loro fans, pochi sì, ma tra 300 o poco più paganti è una buona media.
Comincia così l’attesa per il main act, previsto per le 22,00. Il pubblico scalpita, incita la Love ad uscire, ma l’attesa è lunga. Sono passate le 22,30 quando finalmente si dà inizio allo show e, tanto per chiarire la Love esordisce con “Non mi sono mai esibita ad un concerto con così poche persone, ma son sicura che ci divertiremo”. E così è: basta l’inizio di un brano per infiammare gli animi. A parte qualche piccolo inconveniente tecnico iniziale (la chitarra della Love smette di emettere note udibili dal pubblico durante il secondo brano), la serata prosegue liscia come l’olio.
Ampio spazio all’ultimo lavoro “Nobody’s Daughter“, quarto album in studio della band: “Skinny Little Bitch”, “Honey”, “Pacific Coast Highway”, “For Once in Your Life”, “Never Go Hungry” (che chiude la serata). Da “Sympathy For The Devil” dei Rolling Stones con cui si apre il concerto, a “Jeremy” dei Pearl Jam, le cover non mancano. E ovviamente non mancano i grandi classici: “Pretty on the Inside”, “Malibu”, “Doll Parts” e “Miss World”.
Sul palco ci si alterna tra l’elettrico e l’acustico, azzeccando le scelte dello stile a seconda del brano da eseguire e della situazione coinvolgente che si intende riprodurre. La familiarità della serata è rafforzata dalla stessa Love che, a dispetto della nomea che si è costruita negli anni, si dimostra simpatica e socievole, parlando spesso con il pubblico e finendo per chiedere a loro quali brani vogliono ascoltare: sembra quasi di essere in campeggio, riuniti intorno ad un fuoco acceso per la notte, a trascorrere in compagnia della musica le ore piccole.
Speriamo che il successo parziale di questa serata non scoraggi la band a tornare nella capitale: magari nel periodo invernale le cose potrebbero andare meglio.
Ecco le foto della serata.
Betty Poison
Hole
I fans!
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