Live Report e Foto a cura di Marzia Ragusa
Roma, 4 Settembre 2010 – Città dell’Altra Economia, Testaccio. Ultima serata di ManiFestaTi organizzata da ManiTese, ONG impegnata nella cooperazione internazionale e nella sostenibilità ambientale, economica e sociale nel mondo.
Primo gruppo ad esibirsi per l’evento, la Banda Chico, che esegue cover brasiliane tra cui l’apprezzatissima “Mas Que Nada”. Il pubblico però attende qualcun altro e si vede: appena i musicisti lasciano il palco gli astanti si avvicinano in massa alle transenne accompagnati da numerose macchine fotografiche.
Ecco che arriva Dario Brunori ed esordisce con: “Buonasera amici di Roma! Un saluto da parte della Brunori SAS. Noi siamo una piccola impresa responsabile anche se abbiamo ambizioni e fatturati da multinazionale. Ci siamo presentati qui e non so se riusciremo a meritarci questo posto, ma suoniamo con molto molto molto piacere. Vi presentiamo il nostro repertorio fatto per metà di canzoni nostalgiche dal sapore noioso e per metà di battute che ripeto ormai da un anno… Che già non facevano ridere all’inizio, figuratevi adesso che si sanno a memoria. Il primo brano in scaletta, come sempre, è “Nanà”. Speriamo di divertirci e di divertirvi, grazie.” Già alla prima canzone i fan si stavano divertendo non poco, altro che noia.
“Passiamo subito ad un pezzo che ultimamente io presento come Vestro” dice il cantante “nel senso che è scritto un po’ per i cultori del Vestro e del Postalmarket, soprattutto per quanto riguarda la sezione intimo. Perché quando hai una madre cattolica è l’unico modo che rimane per… Se non l’immaginazione. Questo è un brano di pura immaginazione che s’intitola “Italian Dandy”. Qui il gruppo si fa particolarmente sentire: la batteria di Massimo Palermo, i cori di Simona Marrazzo, il sax di Mirko Onofrio e le tastiere di Dario Della Rossa, insime alla splendida voce scanzonata di Dario sono un connubio a dir poco perfetto.
“La prossima è una canzone di cui andiamo particolarmente orgogliosi, lo dico spesso, è uno dei nostri cavalli di battaglia. In rotazione in questi giorni su radio Maria. Proprio oggi ho ricevuto una visita da una persona speciale – non vi dico il nome – che sta da queste parti e mi ha fatto i complimenti perché questo è il miglior brano su Padre Pio che sia stato mai scritto. Il pezzo per voi è “Paolo”. Mr. Brunori presenta così una delle canzoni più apprezzate del suo album, che fa cantare il pubblico con un amore e una passione incredibili.
Le urla arrivano quasi come sussurri. Inutile dire che gli applausi non si sono sprecati.
“Ora passiamo ai brani noiosi, quindi se gli altri vi erano risultati noiosi, questi proprio… Ok, il brano è “Come Stai”. Ma il nostro cantautore sa benissimo di non poter annoiare: tutti hanno volti sognanti e pendono dalle sue labbra. Non vogliono altro che le sue parole. “Il prossimo pezzo è un po’ l’emblema e l’inno della Brunori SAS, essendo noi un’impresa a tutti gli effetti e che punta al profitto, non ci interessa affatto dell’arte e dei progetti artistici, ci interessano solo il fatturato e la quotazione in borsa. Per cui mi sono dotato di un inno: “Meno male che Brunori c’è”. Così parte “L’Imprenditore”, davvero canzone emblema della band visto che quello è il precedente lavoro del nostro urlatore cosentino. La band ha trasmesso tutta la sua energia e si è esibita davvero al massimo delle sue potenzialità, i fan erano in estasi.
“E’ arrivato il momento di presentarvi un lentone di quelli da accendino. Un brano intimo, che ha un coefficiente di pallosità grandissimo. Stringete le mani delle vostre “lei”: s’intitola “Come Domenica Notte”. Effettivamente il brano è uno dei più lenti della Brunori SAS, ma non per questo meno intenso e piacevole degli altri, anzi. “Noi ci stiamo preparando pezzi per Sanremo di vario tipo, questo era quello lento che può funzionare su tutte le fasce d’età e che finisce sempre con le campanule e l’inquadratura sul percussionista. Televotate al 4788, mentre la prossima è 4789: un brano per questi giovani che scrivono le loro poesie d’amore sui muri, frasi come “Piritina ti amo” oppure “Io e te 24 metri sopra il cielo”. Il nostro ispiratore d’altronde è Moccia, quindi questa canzone è molto da Moccia, da “Amore 14″. Eccolo qui, il brano s’intitola “Con Lo Spray”, da cantare, da applaudire e da televotare per il prossimo Sanremo”. In questi delicati minuti il sassofonista ha dato libero sfogo alla sua creatività e ha trasformato il pezzo da pop a country, facendo scatenare l’intera folla.
Termina il brano e dopo neanche cinque secondi Brunori inizia a suonare “Insieme A Te Sto Bene” di Battisti, per essere poi seguito dal resto dei musicisti. Un momento molto movimentato (soprattutto grazie al flauto basso di Mirko) tra brani piuttosto pop (ma non per questo meno apprezzabili o apprezzati) che sono stati proposti.
“Grazie a tutti, questa era per far vedere che anche noi abbiamo un piglio rock. Ma più che rock adesso andiamo verso il metal: questo è un brano che in qualche modo si rifà ai Cannibal Corpse, anche ai Sepultura e ai primi Pantera, quelli di “Cowboys From Hell”. E’ un pezzo in cui faccio un po’ di tapping, c’è la doppia cassa, il doppio pedale, il doppio rullante e anche le doppie bacchette. Massimo riesce a suonare con due bacchette. Il brano inizia un po’ carico, per cui vi pregherei di alzare così le corna (Dario alza la mano a mo’ di metallaro), anche per insultarmi. Il brano inizia in maniera abbastanza veemente. Veemente con due “e”, perché anche le “e” sono doppie in questo brano”. Così urla il “one, two, three, four” da vero cantante metal e poi parte “Di Così”, uno dei brani più lenti di tutto il suo album. Il solito meraviglioso teatrino di Brunori.
“Dopo questa canzone, è arrivato il momento di una cover molto estiva, anche se “l’estate sta finendo” – vecchio pezzo dei Righeira -, che noi però interpretiamo a modo nostro, con un altro testo, un’altra musica e anche un altro titolo. Il pezzo, per tutti voi, è “Guardia ’82″ “. Il cantautore gioca con i nostri sentimenti, quasi temevamo che non proponesse questo pezzo, ma fortunatamente eccolo qui. Decisamente il brano più ambito e desiderato della serata, che Dario Della Rossa con la sua immancabile diamonica, Simona Marrazzo con la sua voce celstiale, Mirko Onofrio con il suo eclettico sax e il batterista Massimo Palermo con la sua forza rendono quasi onirico. Nulla togliere al cantante, ma questa volta la band ha dimostrato in tutto e per tutto quello che sa fare e le sue capacità. Noi gliene rendiamo grazie.
Gli amati strimpellatori scendono dal palco e poco dopo per il bis risale soltanto Brunori, che dedica il successivo brano “perché costretto dagli organizzatori”, dice, a Nicoletta e Domenico (proprio gli organizzatori) che spesso suonano questi pezzi in mia assenza, e per loro è meglio che sia così.
Si parte così – voce e chitarra – con “Il Pugile”. Grida e applausi scroscianti. Emozioni e sensazioni inspiegabili.
“Richiamo all’ordine i miei dipendenti che stanno facendo una pausa cena” esclama Dario “e li capisco, noi in Calabria dopo quaranta, quarantacinque minuti abbiamo di nuovo bisogno di parmigiana. Poi, questo è un segreto di mia madre, la parmigiana più sta e più si insaporisce. Dopo “Il Pugile”, che mi piace particolarmente fare qui a Roma perché è un po’ da Califfo e un giorno spero di poterlo suonare con lui su un palco… Con la camicia un più aperta…
“Aaa devi smettere” (Brunori canta con voce rauca per imitare Califano), passiamo a “La Giraffa Morta” che non è presente nel disco ma farà parte del prossimo, se mai ne faremo un altro”. Questo brano inedito è stato particolarmente apprezzato: di una tenerezza e un’intensità particolarmente toccanti. La voce di Cosenza riesce a fare veramente grandi cose.
“Noi proviamo ad interpretare tutti i generi per vedere se qualcosa funziona e ora ci incontriamo con un brano ispanico che inizia con un momento di grande tensione come tutti i brani spagnoli.” Dopo questa tensione quasi da tango, arriva “El Diablo” dei Litfiba intermezzata da “Cuore Matto” di Little Tony. I presenti in visibilio. L’esibizione è a dir poco carismatica.
“Il prossimo è il brano con cui vi salutiamo: un’altra cover perché quando abbiamo finito i pezzi riempiamo con queste cover come una vecchia band da piazza. E’ una canzone d’amore scritta da Gino Santercole, nella versione che cantava il mio babbo alla mia mamma e s’intitola “Stella D’Argento”. Anche qui Onofrio e il suo sax di certo non si sprecano e ci coinvolgono non poco.
Al termine il cantante fa i ringraziamenti e come amministratore dell’impresa, presenta i suoi “dipendenti sotto pagati”: Mirko Onofrio – responsabile ricerca e sviluppo – al sax, flauto e flauto basso; Massimo Palermo – risorse umane – alla batteria; Dario Della Rossa che sfoggia due tastiere e Simona Marrazzo – segretaria amministrativa – alla voce, ai cori e alle percussioni.
Il gruppo scende ma il pubblico continua ad invocare a gran voce “Guardia”, vuole decisamente un vero bis. Allora Dario dice che i dipendenti se ne sono andati perché pagati fino ad un certo orario, quindi sono tornati a mangiare la parmigiana di prima, e lui solo in “versione falò” – voce / chitarra / pubblico – si riesibisce in “Guardia ’82″.
Così, ringraziando “davvero, di cuore”, la band al completo ci lascia, e ci lascia felici e contenti come dei bimbi, perché sappiamo di aver vissuto un’esperienza davvero speciale.
Ecco le foto della serata:
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