Intervista ai Cor Veleno




Cor Veleno

Intervista a cura di Rosy Romano

Dopo 3 anni di assenza i COR VELENO tornano con un open album che segna un punto di svolta nella carriera della Band. Per musicalità e scelta degli arrangiamenti, infatti, “Buona pace” è un disco non collocabile dentro i confini della musica hip hop italiana. Il loro suono è contraddistinto da innumerevoli influenze musicali: rock, reggae, jazz e hip hop.

Li abbiamo intervistati per voi: sentite cosa ci raccontano.

“Buona Pace” si apre con “Dentro Te” che racchiude ‘una ragione nuova’ per intraprendere questo viaggio. Cosa vi motiva a iniziare una nuova avventura (in termini di realizzazione di un nuovo album)?

Dentro te trovi i motivi per intraprendere un viaggio nuovo, volevamo che questo iniziasse con questo tipo di consapevolezza, sentivamo che Buona Pace per noi doveva essere qualche cosa di veramente diverso e mai affrontato prima a livello di intensità, intimità, e ricerca sonora.

In tv e sui giornali si legge troppo spesso di guerre e di tantivi di riappacificazione, ma quest’ultimi si materializzano raramente e, come sottolineate nel vostro album, in modo artificioso. Il brano che dà il titolo all’album, “Buona Pace”, è per voi la scelta e il desiderio di non arrendersi a una pace preconfezionata. Ed è “Falso” (altro brano dell’album) il vuoto che riempie la parole di chi è in alto. Ma allora dove cercare la soluzione? Siete dell’idea che anche un uomo solo, anche se “piccolo”, possa fare la differenza e cambiare la Storia?

Sì ma anche la riappacificazione delle guerre moderne è dettata dai giochi di potere, e quando è pace è pace di convenienza politica ed economica, così come lo è nei rapporti individuali che intercorrono tra molte persone. Per questo Il cambiamento sta solo a partire dall’individuo, con un evento che ne crea un altro fino ad avere un effetto domino. L’individuo è sempre più spaventato e indebolito, ma non per questo inerme.. tutto sta nel non lasciarsi rammollire.

Tornate sulla scena dopo 3 anni di assenza. Si dice che il tempo porta consiglio: è stato così per voi?

Sicuramente, ed è sempre stato così, lo puoi leggere attraverso i dischi già fatti, sono i nostri album di fotografie che ogni volta ti raccontano da dove veniamo e come stiamo cambiando. Questo è un disco importante dove vediamo la musica aderire esattamente alle nostre vite ed è felice di averci scelto come un canale sicuro per essere condivisa.

“L’odore del mare”, primo singolo estratto da questo nuovo lavoro, rappresenta innanzitutto il bisogno di viaggiare senza fare un passo. Come dire, fermarsi dopo tanto tempo passato in giro per esibizioni e promozioni varie e riflettere su chi si è e cosa si vuole veramente?

Questo è uno spunto interessante, l’odore del mare è sapere di potersi dedicare del tempo buono, proprio quando magari non c’è tempo..è il nostro jolly da tirare fuori e da ascoltare per ricordarsi di questo.. in molti lo stanno già facendo, e dicono che funziona ;)

In “Falso” spuntano, un po’ come il prezzemolo, i riferimenti a Che Guevara e a Berlusconi. Ma Zampaglione che v’ha fatto?

Assolutamente nulla! (ride) Anzi. La critica, se c’è, è nei confronti di un collega che in passato, all’epoca del Festival di Sanremo, lo ha contestato. Chi ha buona memoria non avrà difficoltà a ricordare l’episodio in questione avvenuto al Dopofestival.

Federico è uno degli artisti italiani che stimiamo e conosciamo da tantissimo tempo.

“La musica inizia a parlare nel punto dove la gente si chiude”, frase tratta da “Quello che verrà domani”: in quanto musicisti, politicamente impegnati, vi sentite in dovere di denunciare tutto quello che a questo mondo non va?

Non siamo politicamente impegnati, siamo coinvolti emotivamente in quello che ci succede intorno, che si riflette addosso a noi e diventa musica quasi per reazione, abbiamo questa fortuna o meno..è comunque la nostra caratteristica, come altri reagiscono in un altro modo.

Non denunciamo quello che non va, ma forniamo il nostro punto di vista sperando che serva a qualcosa e a qualcuno. “La musica inizia a parlare nel punto dove la gente si chiude”, si riferisce ai momenti in cui ci si chiude in sé stessi, fino a che a volte la musica prende la parola e ti dà lo start per riaprire le valvole.

“Sto Cor Veleno” fa riferimento alla questione dei preti pedofili ed in generale è una “avvelenata” contro la Chiesa ed il Clero. Un sentimento che difficilmente nasce “al momento”, ma piuttosto si cova dentro a lungo per poi esplodere all’improvviso. Qual è stata la scintilla?

Più in generale ‘Sto Cor Veleno’ è una riflessione e un’esternazione di tutto quello che ti fa incazzare, e la ricerca della soluzione per risolverlo, il Veleno è inteso come azione propositiva, e non è mai incazzatura sterile.E’ la reazione positiva a una realtà che spesso,invece di dare toglie.La spinta a reagire per trovare una chiave a quello che non va. La questione di un certo tipo di Chiesa e di un certo Clero è uno dei punti neri del nostro tempo, mascherato di bontà infinite, e proviene forse dall’influenza esercitata dal Vaticano, molto forte sulle nostre vite fin da quando siamo piccoli.. tra l’altro puoi notare che la sigla della targa della automobili del Vaticano è SCV..Sto Cor Veleno! ahahahahahahahaah

C’è già un tour di promozione per “Buona Pace”? Se sì, ce ne date un’anticipazione?

Attualmente stiamo provando il tour che inizierà tra un paio di mesi. Il tour,come il disco che abbiamo realizzato,è qualcosa di mai visto prima. La sfida che ci siamo prefissati è questa.

Non anticipiamo molto, ma sicuramente chi verrà alle nostre date rivoluzinerà completamente il suo punto di vista relativo al concetto di live e hip-hop italiano.

E adesso, la domanda che sottoponiamo a tutti i nostri intervistati. Qual è il momento più bello per te durante tutto l’arco di un concerto (dalla mattina fino all’aftershow)?

L’attimo in cui sintonizziamo noi stessi con chi,anche facendo moltissimi chilometri, viene ai nostri live.

Quell’istante non ha parole, né frasi a effetto per essere descritto: semplicemente è un orgasmo unico che chi ha vissuto un nostro live ha già provato. Unico.




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