Intervista a Luca Leoni




Armonico

Intervista a cura di Rosy Romano

Cantautore pugliese, dopo varie esperienze di live itineranti, nel 2005 incide il suo primo disco da solista Io ballo fuori tempo. Nel 2007 scrive il brano Amore in chat, che promuove solo on line coinvolgendo gli utenti del web a realizzare il “primo video ugc” (user generated content) e raggiungendo tre milioni di contatti solo su YouTube. Il successo dell’esperimento viene riportato anche su libri di marketing e Luca è invitato a raccontare questa esperienza in alcune università. Scrive musica e parole per se stesso e per altri artisti, oltre a testi per documentari e cortometraggi.

Abbiamo intervistato Luca Leoni in occasione dell’uscita del suo nuovo album, “Armonico”. Sentite cosa ci racconta.

Come nasce “Armonico”?
Armonico nasce dall’esigenza di raccontare un periodo della mia vita ed in particolare i tre anni successivi all’uscita del primo album “Io ballo fuori tempo”. Riascoltandolo mi accorgo che è una finestra aperta su quel periodo, la grande gioia,gli amici e la Milano viva, il bilocale in china town, la voglia di comunicare e la voglia di scappare, il pianto, mio padre, l’odio per le istituzioni e per le fabbriche che stanno uccidendo Taranto, la felicità e la nascita della mia splendida Sofia.

La produzione artistica di “Armonico” è stata affidata a Christian Lisi: com’è stato lavorare con lui e cosa hai imparato (perchè non si smette mai di imparare)?
Chris è un fratello per me.
Abbiamo suonato per anni insieme condividendo canzoni e piccole stanze di alberghi con poche stelle e proprio per questo mi fido ciecamente del suo operato. Christian è un grande professionista con un gusto artistico lucido e attento. Imparo sempre qualcosa di nuovo da lui sia davanti ad una chitarra che a un bicchiere di vino soprattutto perché nel suo studio, disperso nelle meravigliose colline bolognesi, c’è tempo per riflettere e discutere un po’ di tutto.

“Armonico” è un viaggio paradossale e metaforico all¹interno della nostra contemporaneità. Ma spesso la vita quotidiana è già di per sè paradossale. Si può dire che questo lavoro è più uno specchio piuttosto che un’immagine visionaria della realtà italiana?

Luca Leoni

Assolutamente si.
Viviamo in un momento storico che è andato oltre il paradossale, direi quasi tragicomico! Nel brano “Mani in alto”, per esempio, racconto di come la mia generazione sia ancora in attesa di avere una possibilità. Basti pensare che i politici che ci governano sono gli stessi da una cinquantina di anni e naturalmente basano le loro azioni (nel caso remoto in cui agiscano!) su schemi vecchi e ormai desueti. Ricordiamoci che la maggior parte di loro non sanno neanche cosa voglia dire la parola “Blog”.

In “Amore in Chat” hai lavorato con Platinette. Ci racconti qualche aneddoto divertente di questo incontro?
La Plati è una persona fantastica sempre disponibile e sensibile a tutto ciò che è artistico.
Ricordo che registrammo le voci del brano il 10 luglio del duemilasei. Praticamente il giorno dopo la finale della coppa del mondo di calcio. Ecco, io ero andato a Berlino con alcuni amici a vedere la partita e in pratica, per essere in studio al mattino, passai la notte in macchina al volante. Arrivai in ritardo e completamente distrutto ma felice. La Plati vedendomi in quello stato, davanti ai microfoni, partì con un monologo esilarante sui giovani, il calcio e le borse sotto gli occhi!
Indimenticabile.

Buona la prima: “Chi non ha più niente” è stato registrato con Alessandro Haber in un’unica sessione. E’ stata una scelta a priori o siete subito rimasti soddisfatti del primo risultato ed avete preferito lasciarlo così com’era nato?
Abbiamo preferito lasciare così com’era la registrazione.
Ci sono dei momenti in cui alcune emozioni, per una serie d’incastri chimici tra le persone, raggiungono livelli quasi impossibili da replicare.

Cosa ci racconti di questa esperienza con Alessandro Haber?
Gli incontri con Haber sono di solito fugaci, pieni di parole e decine di sigarette, ma molto molto ricchi e intensi.
L’ho conosciuto su un set di un video virale che stavo girando (faccio anche l¹autore di documentari e video Virali) dove interpretava “Un Babbo Natale incazzato”. Alessandro è un grandissimo artista, sono veramente onorato di averlo nel mio disco.

Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro e perchè?
Sicuramente lavorare con Mina per me sarebbe un sogno. Ultimamente ascolto molto “Amalia Gre” (cantante jazz immensa).

Nell’arco del processo creativo, cosa arriva prima: le parole, la musica o nascono di già in simbiosi più o meno perfetta secondo il tuo desiderio compositivo?
Nascono insieme, parole e musica. Ad ogni suono corrisponde una sensazione e questa sensazione ha già le parole. Non so spiegare come e perché? ma è così! E’ una magia che si ripete e che continua a sorprendermi.

Com’è nata (e perchè) l’idea di realizzare il “primo video italiano ugc” (user generated content) per “Amore in Chat”?
L’idea è nata dalla voglia di rendere la gente protagonista. Amo il web, vivo e lavoro con il web, e avendo scritto un pezzo dedicato a chi ha trovato amore grazie alla rete, il passo è stato breve. Il successo dell’operazione è stato immediato ed inatteso. Abbiamo raggiunto quota 3 milioni di visualizzazioni video.

Quali sono gli artisti che segui di più ultimamente e quanto hanno influito sul tuo lavoro?
Ascolto di tutto da Bowie a Jeff Buckley passando per Capossela e i Denovo.

Ogni brano è come un figlio per chi la scrive e quindi impossibile scegliere chi preferire. Se dovessi scegliere, però, quale (o quali) brani di questo lavoro non smetteresti mai di cantare dal vivo e perchè?
Sicuramente “Armonico” dedicato a mio padre e a Taranto. Taranto è una città circondata da 2 mari e da un polo industriale che da lavoro in cambio di Cancro. Pensate che la sola industria di Taranto inquina più della somma di tutte le fabbriche di : Spagna-Svezia-Regno Unito e Austria (Registro Europeo Eper 2004). Il problema è che nessuno ne parla e la gente continua a morire di tumore. Duro a dirsi ma è così!

E adesso, la domanda che sottoponiamo a tutti i nostri intervistati. Qual è il momento più bello per te durante tutto l’arco di un concerto (dalla mattina fino all’aftershow)?
Il momento più bello è quando ti rendi conto di ciò che stai facendo, dopo aver rotto il ghiaccio iniziale. Quando senti che sei in armonia con chi ti ascolta. E’ lì che comincia il vero divertimento.




Articoli Correlati

  1. E’ Armonico il nuovo album di Luca Leoni
  2. Intervista agli Almamegretta
  3. Intervista a Leonora
  4. Intervista a Francesco Di Bella (24 Grana)
  5. Intervista a Laura Bono