
Francesco di Bella sarà in concerto il prossimo 29 Gennaio all'Alpheus
Dal desiderio di recuperare il suono dub degli esordi, nasce all’insegna del “do it yourself “, questo side project di Francesco Di Bella cantante e songwriter dei 24 Grana con altri due veterani della scena indie napoletana, Ercole Longobardi (Polina, Warsidelove, Ercole) batterista e producer, e il navigato session man Fulvio Di Nocera (Bisca, Polina, Songs for Ulan). Ne viene fuori un suggestivo live set per voce, laptop e basso che in chiave elettronica ripropone brani dei 24 Grana e classici rock e reggae (Beach Boys, Bob Marley e altri). Con la poesia delle canzoni in primo piano e un accompagnamento minimale e ballabile la vocalità particolare di Francesco Di Bella tesse la tela per un movimentato ed eccitante show sospeso tra la canzone d’autore e la dance hall.
Se siete curiosi di sentire cosa è riuscito a creare, non mancate all’Alpheus il prossimo 29 Gennaio. Ma se siete affezionatissimi ai 24Grana, per voi c’è un concerto il 12 Marzo all’Acrobax.
Lo abbiamo intervistato per voi.
Come nasce questo progetto “solista”?
Definirei questa esperienza un “side-project” e nasce con Ercole Longobardi e Fulvio Di Nocera dall’idea di creare una performance ispirata al dancefloor ma con le canzoni in primo piano.
Da Ghostwriters, tuo ultimo album con i 24 grana, a Songwriter: ci sembra di leggere nella scelta del titolo degli album la necessità di un ritorno a un ruolo di primo piano dell’individuo-artista nel momento di proporre il proprio prodotto creativo. E’ veramente così?
Songwriter è soltanto il nome del progetto che porto in giro. L’ho scelto perché effettivamente col passare del tempo ho capito quanto sia importante per me anche la dimensione di autore oltre a quella di frontman.
La reinterpretazione in chiave dub/raggae alcuni dei brani scritti con i 24Grana suggerisce una situazione più familiare e intima. Questa scaturisce da un tuo desiderio di ricerca di intimità con il pubblico? Oppure è legata piuttosto ad un tuo personale bisogno di introspezione?
Ho scelto di reinterpretare brani che con i 24 Grana non proponiamo da parecchio tempo e che avevo veramente piacere a riprendere anche in uno stile più leggero.
Tra i brani che proponete, oltre a quelli dei 24Grana (reinterpretati in chiave dub/raggae), ci sono anche alcuni dei Beach Boys, Bob Marley.. chi altro?
Remixiamo, per così dire, continuamente brani e quando troviamo quello giusto proviamo a suonarlo dal vivo, al momento tra i nostri preferiti c’è ne uno di Elliot Smith.
In base a cosa avete scelto questi brani (passioni personali, adolescenziali oppure è il messaggio insito nella canzone stessa che entra ad hoc in quello che volete trasmettere all’ascoltatore)? Tra i Beach Boys e Bob Marley c’è quasi un abisso.. o no?
Io non vedo questo abisso. Solitamente sono canzoni che mi piace suonare alla chitarra perché hanno un bel giro di accordi, una bella melodia e un bel testo. Il processo prevede poi di togliere di mezzo la chitarra e arrangiarle in maniera elettronica, così come per le altre.
L’idea di base di Songwriter è quella di creare un suono
che accompagni tutte le canzoni durante la performance e di sostituire allo strumming sulla chitarra,un paesaggio sonoro con l’elettronica dub/ambient e creare una base per un cantautorato digitale.
La produzione musicale di un gruppo è sempre in continua evoluzione. Con Songwriter hai voluto reinterpretare brani storici della tua band attraverso un ritorno a sonorità più marcatamente dub, ma ogni ritorno porta con sé il frutto delle nuove esperienze: cosa c’è di diverso e inedito in questo tuo ultimo lavoro rispetto alla produzione musicale con i 24 Grana?
Le canzoni sono state il pretesto per iniziare un viaggio sul suono e sui risultati emozionali che avrebbe potuto generare, in noi musicisti, il tipo di combinazione che stavamo sperimentando. Quando siamo arrivati a qualcosa che abbiamo giudicato positivo, abbiamo deciso di intraprendere la via del tour.
Come è cambiata la vostra (musica?) e da dove arrivano suggerimenti e ispirazione al cambiamento?
Rispetto al passato è cambiato più lo stile che la sostanza, naturalmente, i cambiamenti derivano dalla crescita e dallo studio e la ricerca in generale.
Rispetto a un’esibizione con i 24Grana, un ascoltatore o un fan che cosa devono aspettarsi da questo concerto all’Alpheus di Roma il prossimo 29 Gennaio?
Un ritorno al sound delle origini ma che strizza l’occhio alla nuova scena dub, una sorta di corso di aggiornamento.
Comunque ci sono anche brani inediti che ho voluto convogliare nel progetto.
Quali sono i progetti futuri del gruppo e quelli tuoi?
Con i 24 Grana stiamo scrivendo nuovo materiale ma saremo a Roma per un live all’Acrobax il 12 marzo. Per il resto ho tanti progetti, vedremo.
Sei da poco diventato papà: cosa canti al tuo fan numero 1, una classica ninna nanna o uno dei tuoi brani?
A mio figlio canto spesso “Stai mai ‘ccà”. A volte gli prende bene e ascolta, altre comincia ad urlare e allora attacco con le canzoni dello Zecchino d’oro, tipo “44 gatti” e “il coccodrillo come fa”.
Maggiori Informazioni:
- http://www.myspace.com/francescodibella
- http://www.24grana.it/
- http://www.alpheus.it/
- http://www.acrobax.org/
Intervista a cura di Rosy Romano e Alberto Parisi.
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