Il Micca Club presenta FESTIVAL DEL BEAT ITALIANO (II edizione)
24 e 25 Settembre 2010
PROGRAMMA
VENERDI’ 24 SETTEMBRE 2010
Ore 22.00 djset con Luzy L & Corry X
Dalle 22.30 inizio concerti:
Tony Borlotti e i Suoi Flauers
Statale 66
A seguire Dj set con Luzy L & Corry X
SABATO 25 SETTEMBRE 2010
Ore 22.00 djset con Alessandro Casella, MisterStereo8, DandywOlly
Dalle 22.30 inizio concerti:
I Ganzi
I Fenomeni
A seguire Dj set con Alessandro Casella, MisterStereo8, DandywOlly
INGRESSO LIBERO
@ Micca Club
via Pietro Micca 7/a_Roma (Porta Maggiore)
tel 06 87 44 00 79
info@miccaclub.com
www.miccaclub.com
Il Micca Club, appena dopo l’opening party del 23 settembre, inaugura la stagione già con una grande evento: il Festival del Beat Italiano. Il weekend del 24 e 25 settembre trasformerà il club romano, che da sempre si ispira nel concept e nella sua programmazione quotidiana proprio agli anni ’60 e non solo, in un vero raduno beat per gli appassionati e un evento da non perdere per i curiosi.
Due giorni di musica live, dj set con vinili originali, una mostra mercato 60′s e allestimenti d’epoca . Il Festival del Beat Italiano vuole far riemergere uno spirito ancora vivo nella musica contemporanea, invitando giovani complessi come Tony Borlotti e I Suoi Flauers, I Fenomeni, I Ganzi e Statale 66 a suonare dal vivo. Sarà anche creato un allestimento a tema, per farvi vivere da protagonisti le atmosfere di quegli anni.
Dall’aperitivo a notte fonda ci sarà una ricercatissima selezione musicale beat dei dj del Micca Club: Alessandro Casella, Misterster8, DandywOlly, Luzy L & Corry X riempiranno il dancefloor nei due giorni del festival con i loro 45 giri originali. Gli stessi vinili che suonavano una volta nelle case e nei club degli anni Sessanta, continuano a girare sui piatti del Micca Club e a far rivivere emozioni ed atmosfere che sembreranno mai svanite.
Gli anni 60 hanno visto la più importante svolta della musica del XX secolo, la musica rock e pop odierna è una estensione, prosecuzione e citazione, della musica nata in quegli anni.
Il primo movimento musicale di rottura degli anni ’60 è stato proprio il “beat”, impropriamente associato oggi a musiche estive, disimpegnate e ingenue. Allora suonava molto diverso, dirompente alle orecchie di ascoltatori abituati alla melodia e alla forma tradizionale della canzone. Dopo il successo clamoroso di gruppi musicali come Beatles e Rolling Stones e di moltissimi altri in Gran Bretagna e in tutto il mondo, anche in Italia negli anni ’60 prese il via un prevedibile processo di imitazione. Contribuivano a sostenere il nuovo fenomeno due elementi: l’egemonia culturale che andava esercitando sul costume la Gran Bretagna (e più in generale il mondo anglosassone) e la fame di musica e di novità del mercato italiano musicale, allora uno dei più ricchi del mondo.
Oggi questa egemonia non esiste più come allora, e questo spirito vive grazie a complessi che si sono ispirati a questa esperienza musicale travolgente e hanno scritto nuova musica e una nuova storia. Da qui l’idea del Festival del Beat Italiano.
I GRUPPI CHE SI ESIBIRANNO
I Ganzi
Autodefinitosi “complesso beat anti matusa”, il sestetto riporta Firenze fra le città capitali del beat in Italia. Gli scatenati concerti de I Ganzi, fin dal 2005, sono stati molti, a Firenze e fuori, dove hanno avuto modo di esibirsi nei locali piu’ grandi e prestigiosi così come nei piccoli club. Con “Il nuovo beat”, il loro brano-manifesto, I Ganzi vogliono urlare che c’è bisogno ORA di un nuovo beat che travolga la staticità e la repressione di questa società. Con lo scanzonato ” Chiedimi scusa (Lui è un matusa)”, brano prepotente ed efficace con venature ironiche questo complesso vi riporterà dritti al 1967, con l’entusiasmo di contestare le vecchie regole e creare un mondo nuovo, un mondo ribelle e soprattutto un mondo giovane!
www.myspace.com/iganzifirenze
I Fenomeni
Largo! arrivano i Fenomeni…
Dopo i Nomadi, l’Equipe 84 e Rokes, ecco i nuovi idoli dei giovani, da Genova. Complesso musicale di genere “bitt psicadelico”. Matteo è il mistico del gruppo. Ama abbigliarsi con vestiti colorati propri della nuova moda “capellona”. Spesso riceve abiti tradizionali dai suoi amici in India. Si definisce “sfuocato”. Pier è lo stiloso del gruppo. Per lui la scelta dell’abbinamento di giacca e foulard è il momento più importante della giornata. Nelle priorità è subito dopo l’ascolto di un qualsiasi brano tratto dal recente Long Playing dei Beatles, Revolver . Andrea è lo schivo del gruppo. Nelle serate di luna piena lo si può intravedere ricurvo sulla sua ultima Fender Jaguar, mentre è intento a modificare l’assetto dello strumento per ricreare perfette sonorità hendrixiane. Franco è l’eclettico batterista del gruppo. Ama indossare camicie paisley e non uscirebbe mai senza un paio di occhiali scuri.
Tony Borlotti e i suoi Flauers
Ormai sulla scena da oltre 10 anni, Tony Borlotti con i suoi Flauers sono dei veterani del Beat, nei loro concerti rivive con passione ed ironia l’epopea dei più sgangherati complessi beat italiani degli anni 60. Nati come cover band, sono oggi all’attivo con il 45 giri “Inno dei Flauers” ed un album di pezzi originali e non: nel 2003 vede la luce “Il mondo è strano” (Teen Sound) con 11 canzoni in puro vinile. Nella loro carriera hanno partecipato a numerosi festival come il IV Festival Beat internazionale di Castel S. Giovanni e il Festival “Expo 2000″ a Roma assieme a band come Chocolate Watch Ban, Greg Moore dei Gonn, Thanes e Others.
www.toniborlottieisuoiflauers.it
Statale 66
Sono sei ragazzi, suonano con gusto, con divertimento, con amore e con passione vera e viscerale. Hanno vissuto ore di cantina ed ore di palco. Hanno conquistato pubblico con sudate e divertite esibizioni fino a notte fonda. E sanno arrivare ad orecchie, occhi e cuori, di chiunque li ascolti. Sono guidati da Alessandro Meozzi, uragano del palco, cantante e chitarrista, arrangiatore e maggior compositore del gruppo. Gli STATALE 66 non sono un gruppo Rock degli anni ’60. Sono un gruppo Rock di oggi, che non ha però mai interrotto i ponti. Dentro la loro musica c’è ogni nota che Alessandro ed i ragazzi hanno masticato da quando erano infanti: da Beethoven a Debussy, da Chuck Berry a Buddy Holly e dai Beatles ai Beach Boys. Eppure la loro cultura musicale non si ferma qui. Procede ed esplora, coraggiosamente, con curiosità ed entusiasmo. Con la voglia bruciante di scoprire altre note ed altri pentagrammi. C’è un mondo sonoro dentro questo gruppo. Un mondo vero, con sensazioni emozioni che mutano, poiché la musica fluisce costantemente come fluisce la vita.
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